Incontro ed intervista esclusiva a Mari Yamazaki / Anime Crick Parte1

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Mari Yamazaki, nota in Italia per Thermae Romae (Star Comics) e PIL (Rizzoli), è una figura particolare all'interno del vasto mondo dei fumettisti giapponesi, in virtù dei suoi trascorsi personali, che la differenziano in molti aspetti dai suoi colleghi.

Abbiamo avuto modo di incontrarla e fare quattro chiacchiere con lei in occasione del Kappa Festival tenutosi a Ferrara dal 5 all'8 dicembre. Un'occasione più unica che rara, quella di poter parlare con una fumettista giapponese sostenendo tranquillamente una conversazione nella nostra lingua italiana senza bisogno di un interprete.

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Lei ha vissuto per molto tempo fuori dal Giappone, in America e in Italia. Questo ha influenzato in qualche modo il suo modo di raccontare e disegnare storie?

Credo di sì. All'inizio non avevo intenzione di diventare una fumettista. Studiavo all'accademia di belle arti per diventare pittrice in stile classico, ma, dato che era un po' difficile vivere e sostenersi con la pittura, i miei compagni di studi mi hanno consigliato di lavorare nel campo del fumetto.
Non sono il tipo di persona che è diventata fumettista dopo essersi appassionata alla lettura dei fumetti.
Io ho letto il mio primo fumetto quando avevo 27 anni, quindi il mio stile è molto diverso da quello degli altri fumettisti che magari sono influenzati dai fumetti giapponesi che hanno amato.
Ho studiato a Firenze per dieci anni, poi sono tornata in Giappone, ho vissuto in Europa, in Siria, in Portogallo, negli Stati Uniti e sono nuovamente tornata in Italia.
Credo che tutto questo abbia contribuito a creare il mio stile, che è un po' particolare rispetto ad altri fumettisti giapponesi.

Ha poi letto altre opere di autori giapponesi, dopo essere diventata fumettista?

Qualcosa. Io, però, sono più una lettrice di libri che di fumetti. Li preferisco perché per leggerli ci vuole più immaginazione rispetto ai fumetti.
Ci sono dei fumetti che mi piacciono e leggo con molto piacere, ma i miei disegni non ne sono influenzati più di tanto.

Se non ricordo male, c'è un suo omaggio in un volume di Arrivare a te (Kimi ni todoke). Ha rapporti con altri fumettisti giapponesi?

Sì, ho rapporti con qualcuno, anche se non ci vediamo tanto spesso perché io vivo in Italia e perché i fumettisti sono persone un po' chiuse e sempre impegnate.
Ho più rapporti con autori maschi piuttosto che con le autrici donne. Di solito, il target dei miei fumetti è un pubblico maschile, i miei amici sono più che altro maschi.

Lei è l'unica mangaka di fama internazionale che vive in Italia. Come mai questa scelta?

E' stata una scelta casuale. Sono sposata con un italiano che non voleva vivere in Giappone, così mi sono spostata io.
Si possono fare fumetti in qualsiasi parte del mondo, non era necessario che io stessi in Giappone.
Adesso, grazie ad Internet, si può lavorare ai fumetti anche in mezzo alla giungla o al deserto.

Come si trova a vivere in Italia?

Mi trovo molto bene. La maggior parte dei miei fumetti sono di genere storico e riguardano l'antica Roma, quindi stare in Italia mi ispira molto, dato che si possono ottenere ispirazioni e suggestioni anche solo camminando per strada.

Ha visto delle vere terme romane?

Sì, ne ho viste molte anche fuori dall'Italia. Le più belle che ho visto sono in Siria, dato che lì c'è un clima secco e una minore affluenza di turisti. Vivere in Medio Oriente mi ha ispirato molto.
La cosa più problematica di vivere fuori dal Giappone è il non poter fare il bagno, dato che non tutti gli appartamenti hanno una vasca. Avevo una gran voglia di riempire una vasca d'acqua calda e fare il bagno.


Qualcuno ha detto che Thermae Romae è irriverente nei confronti dell'Italia. Gliel'hanno mai detto?

Credo che qualcuno possa trovare strano l'atteggiamento di Lucio. E' un antico Romano e ha una mentalità un po' strana, diversa da quella degli Italiani di adesso, che hanno vissuto l'influenza del Cristianesimo.
Lucio è un po' rigido e molto orgoglioso del suo essere romano, forse somiglia più ad un giapponese più che ad un italiano di oggi.

In un certo senso, questo tipo di mentalità c'è ancora oggi. Noi viviamo a Roma, possiamo dirle che i Romani sono molto orgogliosi della loro città e della loro cultura. Ci siamo rispecchiati molto in Lucio.

Bene, bene, allora non c'è problema da questo punto di vista!

Thermae Romae ha riscosso un grande successo, in Italia come in Giappone. Se lo aspettava?

No, per niente. All'inizio, il mio editore mi disse "Speriamo che ci siano 500 persone interessate al tuo fumetto in tutto il Giappone". Tratta un argomento di nicchia. L'antica Roma e le terme non sono argomenti che interessano i bambini piccoli che leggono One Piece o manga simili.
Non volevo fare un fumetto di successo, volevo fare un fumetto che piacesse a me. Il successo di Thermae Romae mi ha molto sorpreso.

Quindi non aveva programmato tutta la storia sin dall'inizio? Inizialmente, il manga è formato da episodi autoconclusivi e solo dopo c'è una storia più lunga...

All'inizio avevo idee per due volumi, ma, visto il successo, il mio editore mi ha detto "Pensa ad altre idee per scrivere altri cinquanta, cento volumi!"... non si possono fare cinquanta volumi di bagni termali!

E' stata sorpresa dalla creazione del live action e dell'anime?

Sì, sì. E' stato un grande successo inaspettato.

Le fanno, adesso, proposte per realizzare opere simili?

Sì, adesso continuo a fare un fumetto sulle terme romane, ma è un po' diverso e non so quanti lettori lo stanno seguendo. E' un fumetto su Plinio il Grande, un personaggio storico poco noto in Giappone. Thermae Romae era più comico, mentre questo è più serio. Non intendo fare un fumetto di successo, ma vorrei far conoscere ai Giapponesi questo aspetto dell'antica Roma.

Che i Giapponesi amino l'Italia lo sappiamo, ma vediamo che ultimamente si sono appassionati anche all'antica Roma...

E' un periodo storico che offre degli spunti molto interessanti e che ha molto in comune col Giappone: i bagni termali, la mentalità delle persone...

Come l'è venuta l'idea di un Romano che viaggia nel tempo e finisce in Giappone?

Ho pensato ad un antico Romano che faceva il bagno nelle terme giapponesi e mi sono messa a ridere. Mi è sembrata un'idea interessante.

Quest'estate noi abbiamo parlato col maestro Gengoroh Tagame e abbiamo visto che anche a lui piace molto la cultura dell'Italia. Ci fa piacere che i Giapponesi stiano manifestando interesse verso la nostra cultura.

Tagame è un mio amico, a lui piace molto la cultura italiana. Io penso che i Giapponesi dovrebbero interessarsi alla cultura dell'Italia e visitarne le opere d'arte, oltre che interessarsi allo shopping e al cibo.

Ha qualcosa da dire agli Italiani?

Credo di essere riuscita a fare Thermae Romae perché vivo in Italia e ho assorbito molte cose della vostra cultura.
Adesso riesco a valutare le due culture da due diversi punti di vista. Per molte cose mi trovo meglio in Italia che in Giappone.
Ci vuole un po' per abituarsi a vivere all'estero.
Noto che, quando sono in Giappone, mi trattano un po' come un'estranea, mentre in Italia, dopo un'iniziale diffidenza, capiscono subito che non sono completamente giapponese.
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by dersuebeppi | 2014-12-20 16:09

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